AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

Dollaro approfitta della debolezza dell’euro

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Come era atteso, il dollaro statunitense ha approfittato degli ultimi giorni di debolezza dell’euro per poter risalire di alcune posizioni, sfruttando proprio la scarsa incisività della valuta unica europea. Ad ogni modo, almeno in parte hanno aiutato altresì alcuni dati esogeni di altra natura, come quelli sulle riserve valutarie cinesi, che sono scese più del previsto a indicare lo sforzo delle autorità cinesi per contenere il calo dello yuan, penalizzato da continui deflussi di capitali.

Sul fronte della Federal Reserve, dopo un primo FOMC scarsamente influente, Harker ha dichiarato che lui non esclude nessuna riunione per un rialzo, nemmeno quella di marzo, ma la decisione dipende dall’evolversi delle condizioni economiche. Riteniamo comunque difficile, almeno stando l’attuale scenario, che la Fed possa effettivamente muoversi nei confronti di un nuovi rialzo dei tassi di riferimento già a marzo (più probabile, invece, dopo la primavera, quando l’istituto monetario federale avrà certamente più carne al fuoco per interpretare quel che sta accadendo nei contesti internazionali).

Anche la sterlina, come l’euro, ha mostrato qualche segno di cedimento contro il dollaro. In questo caso a pesare è certamente il dibattito alla House of Commons sul disegno di legge che autorizza il governo ad avviare formalmente i negoziati per uscire dall’Unione Europea. La discussione prosegue anche oggi e domani ci sarà la votazione finale. Il dibattito verte sugli emendamenti, tra i quali spiccano la richiesta che il governo negozi sul pieno accesso al mercato unico, garantisca i diritti dei cittadini UE che vivono nel Regno Unito, e consulti il parlamento se non riesce a raggiungere un accordo con l’UE. Intanto da un’indagine Ipsos Mori risulta che molte imprese stanno già accusando il colpo di Brexit, per via dell’aumento dei prezzi all’import provocato dal calo della sterlina: una conferma dell’impressione – che avevamo già condiviso a suo tempo – relativa al fatto che il peso della Brexit andrà ponderato sul medio termine, senza eccedere in facili entusiasmi quali quelli generati dal sospiro di sollievo tirato dopo che il referendum del 23 giugno scorso non sembrava avesse sortito drammi di particolare entità.

Lo yen ha aperto la settimana in rafforzamento contro tutte le principali valute controparte. Anche in questo caso, la valuta giapponese ha beneficiato delle generali preoccupazioni in tema di protezionismo e del clima di incertezza politica in Europa, svolgendo in maniera adeguata il suo ruolo di valuta rifugio in tempi di avversione al rischio.

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