AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

Cosa bisogna fare per investire nelle opzioni digitali?

opzioni digitali

Prima di investire nelle opzioni digitali, bisogna selezionare la piattaforma ideale per le nostre esigenze. Non è necessariamente la prima scelta la migliore. E’ per questo che vi consigliamo di testare più di un broker simultaneamente, effettuando un deposito minimo presso 3-4 piattaforme, in modo da selezionare quella che risponde meglio al nostro stile di trading.

Potremmo attivare, per le piattaforme che lo permettono, indipendentemente dal conto reale, anche dei conti demo per testare le nostre strategie. I conti demo rimangono una valida alternativa anche dopo aver aperto il conto reale, visto che potremmo non essere sicuri a primo acchito dell’efficacia delle nostre scelte, con una certa probabilità di successo.

Alcuni brevi accenni ai criteri di selezione del broker

Gli elementi che possono farci capire se la piattaforma è quella giusta per noi sono tanti, e dipendono tutti dallo stile che abbiamo maturato o matureremo. Eccone alcuni:

  • la completezza degli asset offerti è relativa. Dobbiamo capire quali sono i sottostanti su cui vogliamo investire, e se per noi questo aspetto è indifferente. I beni in listino possono essere pair di valute, indici, azioni, commodities.
  • il calendario di trading. Ogni broker può prevedere degli orari diversi di negoziazione per ogni sottostante in listino, non necessariamente coincidenti con gli orari del transato in borsa full time; tali linee di demarcazione possono essere assegnate anche in funzione della tipologia di opzione binaria
  • la fruibilità dei bonus non è detto che debba essere obbligatoriamente intesa come una trappola. E’ chiaro che prima di accettare un bonus, dobbiamo chiederci se stiamo generando, di abitudine, un elevato volume di trading, se è tra le condizioni imposte dalla piattaforma. Cosa vuol dire volume, da non confondere con fatturato di trading? Vuol dire effettuare molte operazioni di trading, per un ammontare lordo complessivo (a prescindere dai risultati negativi e positivi) che raggiunga i requisiti richiesti. E’ d’obbligo, quindi, leggere bene le condizioni ed il regolamento di ogni piattaforma per essere informati sulle regole vigenti
  • la tipologia di opzioni digitali offerte. Non tutti offrono ad esempio le opzioni pair. Se siamo interessati ad effettuare delle previsioni, in base alla performance relativa (il che è diverso dal prezzo finale del sottostante), dobbiamo, a questo punto, rivolgerci alla piattaforma che le offre.
  • gli strumenti di trading o di personalizzazione dell’investimento. Può essere o meno importante stabilire chi ci consente di vendere anticipatamente le opzioni digitali, ed a quali condizioni; chi ci permette di raddoppiare la posizione; di fare l’autotrading, replicando la posizione e reinvestendo solo i guadagni; chi ci permette di fare il rollover. Tutto dipende dalle nostre personali valutazioni. La presenza di un software per segnali di analisi tecnica o di segnali di trading può essere utile, ma va accompagnato dalle analisi personali, in modo che possiamo dirci o meno d’accordo con l’algoritmo (procedura matematica, estranea ai rumours economici) usato dal broker
  • immancabile l‘autorizzazione ad operare, quale impresa d’investimento con licenza europea e/o Consob
  • la funzionalità della piattaforma: i tempi di esecuzione delle operazioni, di conferma degli ordini sono fondamentali, soprattutto nelle opzioni digitali dove non conta di quanto si vince o si perde ma l’azzecco previsionale
  • i costi tecnici di ogni operazione: limiti di deposito, vantaggi esclusivi in funzione del profilo cliente, limiti di versamento, trade minimi
  • ogni altra regola che possa farci propendere per l’una piattaforma o l’altra, non in quanto migliore in assoluto ma in quanto adatta per il nostro stile di trading

Una volta fatte le dovute valutazioni, registriamoci alla piattaforma che ci interessa ed effettuiamo il deposito minimo iniziale. Avremo così accesso alle funzionalità messe a disposizione dal broker. Potrebbe convenire aprire un conto in dollari Usa, visto il rapporto con l’Euro (ci vogliono più dollari per acquistare 1 euro, l’euro vale di più) se ci interessa avere delle attività in divisa estera. Ma prestate attenzione alle condizioni imposte dalla piattaforma. Non tutti i broker vi consentono, poi, di passare da una denominazione di valuta del conto ad un’altra.

Una volta selezionata la piattaforma di opzioni, stiliamo un piano di trading

Osserviamo il mercato, capiamo qual è il nostra grado di propensione al rischio. Vi consigliamo di essere particolarmente prudenti all’inizio e di non destinare all’investimento in un singolo trade più del 5% del vostro capitale.

Stimiamo le nostre probabilità di successo o di fallimento delle previsioni ed annotiamo sul piano di trading i  risultati e l’approccio che ci ha portato ad avere quei risultati, evitiamo gli stress e non prendiamola come un gioco o un divertimento.

Facciamo le nostre scelte e maturiamo gradualmente lo stile di trading che ci convince di più. Non trascuriamo mai di avvalerci dell’analisi tecnica, degli oscillatori di mercato, delle candele giapponesi. Tali tecniche potrebbero sembrare inutili soprattutto se siete alle “prime armi” ma averle è meglio che investire, senza alcuna cognizione di quello che si sta facendo.

Un esempio di come investire in opzioni digitali

Vi proponiamo un caso di investimento in opzioni digitali, tratto da uno dei migliori broker (Banc De Binary).

bancbinary

 

Ipotizziamo di investire sul pair di valute più transato e con picchi di volatilità davvero interessanti. Una percentuale di rendimento niente male per tale trade: l’81%. Quindi, investendo il trade minimo pari a 1 euro, incassiamo, se la previsione è esatta 1,81 euro. Nel caso in cui fosse sbagliata, perdiamo 1 euro e nulla di più. Non ci sono commissioni di trading sulle opzioni binarie, salvo che il broker non preveda diversamente per alcune tipologie di opzioni (ad es. opzioni binarie 0-100).

Con le opzioni digitali classiche siamo noi a fissare il prezzo di mercato, a partire dal quale si inizia il trade, semplicemente selezionando call (se prevediamo che il prezzo alla scadenza aumenti rispetto a quello iniziale) o put (se prevediamo che il prezzo alla scadenza diminuisca rispetto a quello iniziale). Selezioniamo la scadenza tra quelle disponibili ed aspettiamo la scadenza per attendere se le nostre previsioni si sono rivelate esatte o meno.

Cosa può orientare le nostre previsioni? I prezzi di mercato tendono a seguire un certo trend, tale che quando sfiorano i livelli di resistenza (soglia superiore) o di supporto (soglia inferiore) si genera prontamente l’inversione di rotta, oppure la rottura del livello cruciale, ed un nuovo massimo/minimo intraday. I prezzi salgono per poi scendere, e viceversa. E ciò non è pura casualità ma vi sono degli approcci previsionali che ci permettono di orientare le previsioni: candele giapponesi e segnalazione del momento ideale per l’ingresso e l’uscita dal mercato, medie mobili ed individuazione del trend rialzista/ribassista dei prezzi nel frame rate (intervallo) che ci interessa, oscillatori di mercato che puntano a capire se sta prevalendo la domanda o l’offerta di mercato (ipervenduto o ipercomprato). Anche le fasi laterali ed i swing del mercato (lievi rintocchi dei prezzi per poi ri-dirigersi dopo un po’ sulla traiettoria principale) possono essere sfruttati con opzioni digitali di brevissimo termine (ad es. 30s, 60s).

Come potete vedere investire nelle opzioni digitali è estremamente semplice.

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